Storia di Nin

Siamo le ombre dimenticate siamo gli incubi dei benpensanti siamo scomodi brutti imbarazzanti siamo la feccia siamo il fango siamo immondizia siamo peggio di scarti scordati….noi siamo gli angeli dei diseredati siamo i demoni dei luoghi proibiti

Regia di Alberta Toninato
Coreografie di Silvia Salvagno

Attori e personaggi
Vanni Carpenedo: Nin
Silvia Salvagno: Marì
Beppe Casales: Adolfo forchetta, Lucio letargo, Gnaghi la pressa, Militare
Nicola Taroni: Tino il trapano, Ivo il guercio, Piero la pera, Militare
Giovanna Boscarino: Isa crocefisso, Nando lo sfregiato, Indro il timbro, Militare
Alberta Toninato: Arturo l’uncino, Rosa la matta, Wilma la gatta, Nico polpetta

Progetto scenico e luci: Federica Preto
Elaborazioni video e fonica: Stefano Viero
Fotografie di scena: Giovanni Tomassetti

Storia di Nin nasce dal desiderio di raccontare un personaggio.
Nin è un puro.
Un tipo un po’ naif.
Un bambino proiettato nel mondo degli adulti.
Un uomo che non ha mai smesso di essere bambino.
Una sorta di Arlecchino contemporaneo che della maschera mantiene solo gli aspetti più giocosi e ingenui, senza scaltrezza, senza volontà di gabbare gli altri.

Storia di Nin nasce dall’esigenza di affrontare il tema della purezza e di come la presenza di questa componente – rara negli umani – spesso crei disagio, imbarazzo, inquietudine in una società dove la furbizia è considerata una qualità indispensabile per poter stare al mondo, in una società che non integra, anzi, elimina il diverso.
Nasce dall’urgenza di proporre una riflessione sull’emarginazione, sulla povertà, sul malcontento sociale che genera la spinta al cambiamento. Di raccontare lo scontro tra il desiderio di migliorare la propria condizione, da parte di chi sta peggio, e la forza, la violenza del potere, la volontà di mantenere le cose come stanno, da parte di chi ha trovato il proprio ruolo e i propri privilegi nel sistema.

Storia di Nin è il racconto di un viaggio di iniziazione, di scoperta, di conoscenza. Il racconto dell’incontro tra Nin e gli sconfitti della Storia, il “Popolo degli Scontenti” alle prese con l’organizzazione di un movimento rivoluzionario a cui Nin, ritrovatosi in un contesto più grande di lui, dovrà scegliere se unirsi o meno. É una storia in bilico tra drammatico e grottesco, tra fiaba e attualità, in cui si intrecciano la dimensione del sogno e quella della realtà, quella della vita e quella della morte. Dove lo spettatore, come Nin, può perdersi oppure cercare un suo percorso di significati.

É una storia che, proprio come il suo protagonista, prende forza dalla necessità di credere che un mondo migliore è possibile anche “fra dieci, cento, mille anni… coi tempi del bradipo…”.

Alberta Toninato