Tempeste

da La Tempesta di William Shakespeare
progetto Shakespeare in led
“per un teatro ad alto impatto emotivo, a basso impatto ambientale”

Coproduzione: Opera Estate Festival, Bassano e Assessorato alle Produzioni Culturali, Comune di Venezia.
Collaborazione: Teatro Fondamenta Nuove.

Regia: Alberta Toninato
Attori e personaggi
Stefano Rota: Prospero/Antonio/Ferdinando/Trinculo
Sara Paolini: Miranda/ Sebastiano/ Nostromo
Vanni Carpenedo: Calibano/ Gonzalo
Betty Andriolo: Ariel/ Alonso

Coreografia di Silvia Salvagno
Luci di Alessandro Scarpa
Costumi di Federica Bugin
Foto di scena di Aurelio Rizzo, Caterina Castellani, Giorgio Bombieri

Note di regia

Nel nostro lavoro la tempesta è resa come fenomeno atmosferico, ma anche come tempesta dell’anima, tempesta emotiva, tempesta di passioni. I temi che abbiamo privilegiato sono: l’amore (nel duplice livello di amore tra padri e figli e di amore erotico), il tradimento e il perdono. Per invidia e sete di potere si arriva a tradire un fratello, a condannare alla morte le persone più care, a perdere di vista non solo i valori ma persino i sentimenti più profondi. Da un lato quindi ci interessa lo studio della profondità del male, dall’altro vogliamo capire come il perdono, indispensabile componente per il lieto fine della commedia, possa costituire un valore assoluto. Infine il sogno, l’utopia: Gonzalo, consigliere del re di Napoli, immagina di fondare, nell’isola incantata dove si sviluppa la storia, una comunità perfetta, sufficiente a se stessa, senza divisioni e senza conflitti. Un tema questo che, per interpreti e pubblico, spalanca la porta al sogno del migliore dei mondi possibili. Abbiamo voluto ridurre al minimo il testo per lavorare con un metodo che parte dall’improvvisazione e dal lavoro fisico. Vogliamo dar vita ad uno spettacolo dove la parola cede il posto all’azione. Dove l’intensità è creata dalla pura presenza dell’attore. Dove possiamo ritrovare l’essenza e la ricchezza delle infinite possibilità del corpo sulla scena. Dove ci sia spazio per il movimento, per la danza, per il canto, per il suono, per la centralità di oggetti e materiali con cui gli attori condividono lo spazio, da buoni compagni. Vogliamo che la magia di cui è intriso il testo contamini anche la messa in scena, perché la magia è la componente stilistica che da sempre cerchiamo nei nostri spettacoli. La magia dell’invenzione. La magia della sincerità. La magia del cuore. La magia della ragione che si fa arte. La magia di una perfetta combinazione tra creatività, emozione e poesia. Perché siamo alla ricerca di un teatro che faccia pensare, stupire, ridere e piangere. Un teatro che sia davvero per tutti. Siamo alla ricerca di un’estetica ecosostenibile costruita attraverso materiali riciclati che risponde a due fondamentali motivazioni: una etica (limitare la circolazione di nuovi oggetti o materiali che devono poi essere smaltiti), una artistica (cercare la magia nella trasformazione degli oggetti). Il pubblico quindi assisterà alla trasformazione a vista di un corpo che cambia identità (cioè personaggio) e alla trasformazione di oggetti quotidiani in elementi teatrali. Fondamentale è stato il contributo degli studenti dell’Istituto d’Arte “De Fabris” di Nove (Vicenza) coordinati dalla Prof.ssa Adriana Sasso che hanno seguito un nostro laboratorio e poi creato il telo presente in scena. Le sorgenti luminose sono a led o a basso consumo, per approfondire la contaminazione tra progetto artistico e temi ambientali.

Alberta Toninato